Il workshop organizzato dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano in collaborazione con Teon, è stata l’occasione per analizzare l’impatto che le pompe di calore ad alta temperatura hanno sulla riduzione dell’inquinamento urbano dovuto al riscaldamento.

 
 

Traffico veicolare o riscaldamento? Qual è la causa principale dell’inquinamento delle nostre città? I dati mostrano che i sistemi di riscaldamento degli edifici sono responsabili di una quota compresa tra il 50% e il 75% delle emissioni totali di CO2 nei mesi invernali, contro il 26% di quello generato dal traffico veicolare. Inoltre al riscaldamento va addebitata anche una quota non trascurabile delle emissioni di particolato PM10, le cosiddette polveri sottili. Una questione che porta con sé altre due. La prima riguarda l’età degli edifici residenziali italiani, in gran parte datata, mentre la seconda chiama in causa lo stato di conservazione di questo patrimonio, anche in questo caso non ottimale.

Un simile quadro di inefficienza energetica necessità di interventi. Ma cosa fare dunque per invertire la situazione, in tempi brevi e con interventi sostenibili?

Secondo le ricerche condotte dall’Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano le pompe di calore di ultima generazione ad alta temperatura hanno tutte le caratteristiche per modificare la situazione delle nostre città. Grazie ad esse possono essere totalmente azzerate le emissioni “in loco”, eliminando così camini e inquinamento da riscaldamento. Oggi l’innovazione tecnologica ne consente infatti l’utilizzo in sostituzione di caldaie su edifici che utilizzano termosifoni e richiedono temperature nel circuito più elevate rispetto alle capacità delle normali pompe di calore, con benefici ambientali ed economici rilevanti.

 

Teon, azienda tutta italiana, ha brevettato e realizzato TINA, l’unico generatore di calore a zero emissioni in grado di sostituire caldaie in qualunque edificio con enormi vantaggi ambientali ed economici. Le pompe di calore TINA estraggono calore gratuito dall’acqua di falda, dal terreno o da altre fonti energetiche disponibili per trasferirlo all’ambiente da riscaldare utilizzando una minima quantità di energia elettrica. TINA può soddisfare ogni tipo di utenza producendo calore fino a 80°C con un rendimento (COP) superiore a 3,2 prestazioni non raggiungibili da pompe di calore tradizionali. Questa è una tecnologia che porta vantaggi all’ambiente e al portafoglio: 40% di risparmio rispetto al metano e oltre il 60% in caso di utilizzo di gasolio o GPL. “Non a caso – ricorda Riccardo Bani, AD di Veos, società che controlla Teon – il prodotto è stato chiamato TINA, acronimo che sta per There Is No Alternative”.

 
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